La Storia del Santuario

IL SANTUARIO
Il santuario situato a 500 mt. S.1.m. è costituito dalla  chiesa a navata unica, nella quale risalta il trono e l’altare, sistemato al centro della cupola, la parte più antica, mentre c’è da ammirare il pavimento in cotto napoletano dell’ottocento, e la lapide di consacrazione del Cardinale M.Orsini (papa Benedetto XIII). Sulla destra il campanile costruito nel 1905, e sotto il loggiato antistante la chiesa, attraverso una scaletta si accede alla “grotta”, che una volta serviva da abitazione agli eremiti. Nella parte retrostante la chiesa sono situati i locali della cucina e la scala di collegamento con i piani superiori costituiti da due ampi saloni per i pellegrini, di cui uno adibito a locale ristoro, ed ancora un alloggio con camere e servizi.

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Originariamente il Santuario era costituito da un piccolo eremitorio probabilmente risalente al tardo Medio Evo. Nel 1534 i Cappuccini di Napoli si stabilirono sul santuario, e vi rimasero per 26 anni, trasferendosi poi nella vicina Arienzo a causa di incursioni di banditi e facinorosi che non davano loro pace. Le condizioni della piccola cappellina e dell’eremitorio rimasero per lungo tempo soggette ad incuria e degrado finchè, dopo la visita pastorale del Cardinale V. M. Orsini, arcivescovo di Benevento nel 1691 si organizzarono degli interventi che portarono alla consacrazione dell’altare del Santuario al novembre del 1704. Moltissime sono state le opere fatte negli anni successivi, come la costruzione della loggia antistante la chiesa tra gli anni 1727 e 1736, poi ampliata agli inizi del 1900, come la sistemazione dell’altare sotto la cupola e il consolidamento degli scalini di accesso al presbiterio e la sistemazione del pavimento in cotto Le opere più consistenti ed impegnative vennero effettuate alla fine del secolo XIX in preparazione del secondo centenario dell’ arrivo della statua in Rotondi, con i quali la facciata della Chiesa presa l’aspetto attuale. Altri lavori comprendenti la realizzazione dell’ampliamento retrostante con lo scopo di costruire una casa per l’eremita e per i pellegrini verso il piazzale furono attuati nella metà del secolo scorso e sempre con il concorso della popolazione e dei notabili del luogo